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sabato, settembre 18, 2021

Mi auguro sia un ritorno

Non ho scritto nulla su queste pagine per circa 3 anni.
Guardo la lista dei blog che seguo, qui a destra, e noto che è stato un destino comune.

Senza parole? Senza tempo? Senza speranza? Cosa siamo diventati?

Oggi è il 18 settembre 2021. Sono cambiate tante cose intorno a me e dentro di me.
Ho cambiato città, lavoro, compagno di vita, ambizioni e progetti. Sono morta e rinata come spesso mi è successo, mi sono reinventata per bisogno o voglia, mi sono ricostruita da zero e forse, alla conclusione dell'anno di transizione che si è appena concluso, è tornato anche il mio bisogno di esprimermi per meglio affrontare l'anno di assestamento che è appena iniziato.

Troppo sola? Troppo confusa? Troppo spaventata?

Sicuramente sono una persona al momento con tante domande, con tante difficoltà e sempre, indiscutibilmente e inspiegabilmente, con tanta rabbia.

Rileggevo i posti degli scorsi anni e mi ci ritrovo ancora, li rileggo e provo la stessa sofferenza di allora ma non la stessa gioia, nei rari casi in cui ho scritto un post non deprimente.

La mia vita si muove a cicli: ho scritto un post in cui desideravo avere un amico con cui passare il mio tempo e le mie giornate e il bisogno è ancora presente; ho scritto un post nel 2015 in cui elogiavo settembre come mese spartiacque in cui celebrare il nuovo anno e qualche giorno fa mi sono ritrovata a ricordarlo; ho scritto un post, forse anche più di uno, circa il bisogno di non rovinare le mie storie d'amore e mi ritrovo ancora oggi a chiedermi il perché di certe manie di autodistruzione che mi appartengono da, ahimè, sempre.

Vorrei poter scrivere con lo stesso trasporto di anni fa ma sono soltanto più stanca e più affranta, quasi incapace di provare una sensazione profonda, che mi arrivi dentro e mi scuota in modo definitivo.

L'unica vera, disarmante e feroce emozione che sono stata in grado di provare quest'anno ad agosto è stata a seguito della perdita di qualcuno per cui provavo, e provo tuttora, sentimenti molto controversi. Dentro di me si è creato un buco nero che ha fagocitato tutta la felicità che è derivata da altri lieti eventi; dentro di me si è stabilizzato un silenzio glaciale e angosciante perché chi ai miei occhi aveva il compito di risollevarmi aveva a sua volta bisogno della stessa cosa per cui ci ritroviamo ora come isole bagnate dallo stesso mare in tempesta.

giovedì, giugno 21, 2018

Ambizione

Tutti parlano di ambizione ma pochissimi sono in grado di associarla ad un contesto diverso da quello lavorativo. Inoltre, ambizione è una parola ambivalente.

Tratte dalla versione digitale della Treccani, le definizioni della parola ambizione sono nell'accezione negativa:
"desiderio di potere, di onori, di grandezza; vanità, orgoglio smisurato",
mentre nell'accezione positiva:
"desiderio di eccellere, di migliorare la propria posizione sociale o professionale".
Vi dirò: a me non piacciono queste definizioni.

La versione digitale del Garzanti Linguistica ne dà una soltanto, che prescinde dall'accezione che ciascuno, in base al contesto, può associargli come meglio crede, ossia
"volontà di ottenere qualcosa che si desidera ardentemente; viva aspirazione a eccellere, a ottenere successo".
La mia ambizione in questo momento è strutturata in diversi elementi.

La mia ambizione è riuscire ad identificare, accettare ed acquisire la mia posizione nella società in cui vivo e nel mondo tutto.

La mia ambizione è trovare qualcuno che desideri passare il suo tempo con me e lo faccia di conseguenza; è sentirmi meno sola in un mondo costituito da animali a-sociali, persi dietro i loro impegni autoimposti e mal gestiti, dietro i "sono troppo stanco" o "esco tardi da lavoro" o "non ho voglia".

La mia ambizione è trovare qualcuna simile a me, stanca di dover vivere per lavorare e di dover rincorrere gli obblighi e i doveri; qualcuna che senta il bisogno di fermarsi ad accarezzare il proprio compagno, qualunque specie esso abbia, di uscire dopo lavoro anche mezz'ora per guardare l'Arno sulle Piagge e di chiacchierare con un altro essere umano respirando leggermente per fermare il tempo intorno; qualcuna che senta il bisogno di passare il suo tempo con me e mi consideri, sentendosi reciprocamente ricambiata, un pilastro dello scorrere quotidiano.

La mia vera profonda ambizione è essere felicemente meno sola.

Devo solo capire dove si è nascosta 'sta tizia.

mercoledì, febbraio 21, 2018

Ed io ti penso ma non ti cerco

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi  e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo”.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?”.
“Mi piacerebbe riuscire a cercarti .
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano”.
E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.  

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso ma non ti cerco”.
(Charles Bukowski)

mercoledì, novembre 08, 2017

Django

Oggi è un grande giorno perché le mie paure si sono sommate tutte insieme, si sono fuse e amalgamate alla perfezione diventando una massa senza peso e senza forma.

Ho realizzato perché ti ho stressato per giorni, settimane, mesi sulla questione della sintonia. Siamo arrivati, purtroppo troppo presto, al punto di una relazione da me più ferocemente temuto: quello in cui si smette di avere le farfalle nello stomaco, le giornate dove fuori piove e noi siamo nudi a letto e arrivano quelle invece piene di bollette da pagare, spesa da fare, "i panni li stendo io, tu pensa a riprenderli quando rientri, va bene?" e tutta l'organizzazione di una vita insieme.

Una vita molto spesso difficile, minata dalla mia incostanza, dalla mia insoddisfazione e dalla mia continua ricerca di qualcosa di più forte, di più grande, di più eterno, di più universale e gentile. Una vita incasinata, stressata, piena di poco tempo per un "noi" più coeso e stabile. Una vita contando i risparmi del mese, cercando doppi lavori e il tempo per poter occuparsi di tutto, di te, di me, della casa, del gatto, del cane, del tempo fuori, degli altri animali bisognosi, della tua stanchezza, della mia ansia e di tutto quello di cui mi riempio le giornate scaricando spesso questo peso anche su di te.
Oggi ho realizzato come la mia voglia di scappare da qualcosa di stabile e a volte, purtroppo, statico dipenda dal mio costante bisogno di "più": travolgente, emozionante, appassionante, entusiasmante, coinvolgente.

A volte lo dimentico, però oggi mi sono ricordata che la felicità è anche sdraiarsi esausti a letto, vedere la casa sistemata, il cane tranquillo, le mille cose fatte bene ma di corsa, e appoggiarsi fra le braccia tue che leggi e riposarsi, ché domani ci aspetta un altro giorno sfrenato e caotico come questo.

Perché questa è la vita e questa è la mia vita con te.

lunedì, ottobre 16, 2017

Egoismo

Un giorno di molto tempo fa un mio carissimo amico mi ha detto:
"La peggiore caratteristica che tu possa mai trovare in un compagno è l'egoismo. Stanne alla larga."
Aveva ragione.

Perché essere altruisti non vuol dire aiutare gli altri quando te lo chiedono, ma aiutare gli altri sempre e comunque perché sei tu che senti di volerlo fare anche quando non te lo chiedono.

domenica, febbraio 19, 2017

Buon non San Valentino

Oggi non è San Valentino, non ci sono regali, bei vestiti e cene di gala. Non ci sono gli occhi innamorati, la pazienza di chi sa aspettare e le promesse tanto sentite. Non ci sono parole che riempiono i silenzi ma ci sono silenzi sempre più profondi, lunghi e lugubri che scandiscono le parole.
Perché oggi non è San Valentino, non c'è niente da festeggiare e niente da ricordare. Non occorre ricordare cosa significa amare, ascoltare e perdonare, non è un giorno di festa oggi e tutti questi inutili convenevoli non esistono: i gesti speciali sono da riservare soltanto alle giornate speciali.
Oggi è una giornata come le altre, rovinata come le altre, esasperata dalla sua stessa esasperazione. E' un'altra giornata come le altre, che si sarebbe potuta recuperare con il dialogo e un abbraccio e invece è stata un'altra giornata buttata soltanto perché oggi non era San Valentino.

venerdì, agosto 19, 2016

Hero

So let me go
I don't wanna be your hero
I don't wanna be a big man
I just wanna fight like everyone else


La verità è che ho paura, più invecchio e più ho paura. Ho qualche reminescenza di quello che sto scrivendo adesso, come se l'avessi già ripetuto, non lo so. Ci sta. Se così fosse, lasciatemi stare perché ho bisogno di ridirlo di nuovo: ho paura.
Ma credo che sia molto più utile ammetterlo, una santa buona volta, anche due se necessario, anziché mostrarsi dei crepati bronzi di Riace; ferite presenti nel cuore, nelle ossa e più passano gli anni più diventano tangibili anche i danni cerebrali. Jack, avevi ragione: quando diventerò vecchia probabilmente sarò una vecchina adorabile. Mi sento quasi una rammollita.
Non sono mai stata così legata ai miei genitori in ventisei anni di esistenza come negli ultimi due appena trascorsi. Sono il mio pensiero al mattino, l'ultimo quando mi corico e costantemente quando mi chiama anche mentre sono in atteggiamenti, ehm, privati, per chiedermi perché ho comprato le acciughe invece delle alici.
Li adoro e spesso quando sono lontana e li penso, piango. Piango perché non riesco a gestire le mie paure. Se penso al giorno in cui non ci saranno più, credo che non riuscirò a reggere il trauma e me ne andrò con loro, forse più lentamente. E non ce la faccio a sopportare la sensazione che si impossessa di me, divorandomi. Perché sì, sono diventata una rammollita.
Sono passata dall'essere una menefreghista audace ed impavida, rabbiosa e collerica, ad una buonista che non riesce nemmeno più a sfogare la sua frustrazione e si chiude nelle parole che non è in grado di pronunciare e piange. Fiumi di lacrime, lacrime di gioia, di rabbia, di delusione, di insoddisfazione, di paura.
Senza controllo. Sono ritornata ad essere assolutamente senza controllo. La differenza che adesso l'unica persona che muore sotto assedio sono io, il che rispetto a prima è comunque più "sano". Anche se boh, definire sane certe cose che faccio sembra veramente come volersi prendere per il culo da soli con la consapevolezza di quel che si sta facendo e si parla allo specchio, intavolando discorsi per poter riuscire ad intortare anche l'ultima parte sana di quel che mi rimane.
La verità è che ho paura perché sono maledettamente insicura e stupida. E affamata e avida di certezze e amore che riescono a colmare in modo molto maldestro la voragine che a volte mi si spalanca dentro, soprattutto dopo aver vissuto momenti particolarmente felici o emozionanti. Perché una volta che sei su, giù ci devi tornare e più in alto cadi, più male ti fai. Devo imparare a cadere, anzi devo imparare a scendere, più che a cadere. Come quando dal mio soppalco scendo le scale invece di saltare di sotto. E' in effetti molto più normale, no? Qualcosa c'è di normale c'è rimasto, a quanto pare: bisogna solo sapere cercare e accantonare il mucchietto di stranezze, paranoie e insicurezze che mi compongono.
Ho un altro grosso difetto che coesiste con la mia corrispettiva parte sana: mi sento così sbagliata. Troppo precisa, troppo strana, troppo in un sacco di versi di cui il novanta per cento sono negativi e il restante dieci per cento sono probabilmente talmente eccessivi e fastidiosi che se non sono negativi, io li faccio diventare. E piango. E quando trovo qualcuno che probabilmente dice il vero, che mi adora in quanto complesso di bizzarrie io non gli credo. Come può davvero qualcuno potermi volere davvero per quello che sono? Per l'insopportabile pesantezza in cui ogni tanto ricado, per l'imbarazzante quantità di cose che non riesco ad affrontare, di cui non voglio parlare, a cui non voglio pensare, per la follia con cui spesso rovino dei bellissimi momenti solo perché le mie sensazioni negative dettate troppo spesso da un'incomprensione prendono il controllo della situazione e chiudono le porte della mia persona al mondo intero, per un sacco di altre cose che mi rendono così instabile al punto di non voler accettare che anche io forse un po' lo sono, instabile.

So let me go
I don't wanna be your hero
I don't wanna be a big man
I just wanna fight with everyone else

Vorrei potercela fare, per una volta, a non rovinare un bellissimo amore solo perché ho troppa paura di essere felice. Una cazzo di volta. Una cazzo di volta che ha il sapore di quella definitiva. Una cazzo di volta in cui ho investito tutto sin da subito. Una cazzo di volta in cui ci ho voluto credere così tanto che non ho avuto paura di perdonare uno sbaglio maldestro. Ecco, forse dovrei ricordarmi queste parole tutte le volte che perdo il controllo della situazione e sento il bisogno di trovare una conferma che non trovo, ovviamente, del fatto che chi ho davanti mi ferirà, mi tradirà, mi abbandonerà; soprattutto perché a furia di cercare qualcosa che non esiste, visto che ogni volta sembro volerla con tutte le mie forze alla fine riesco a materializzarla. Riesco a materializzare le ferite, i pianti, i no, le delusioni, gli allontanamenti. Posso, una volta, una sola cazzo di volta, accettare che magari davvero non esiste niente che devo trovare, prima che sia troppo tardi?

Baby needs some protection
But I'm a kid like everyone else

Tiro un sospiro di sollievo e ti abbraccio, in un fiume infinito di lacrime e singhiozzi. Le scuse non saranno mai abbastanza a riparare al danno con cui con i 'mi dispiace' ho provato finora a mettere le pezze, ma tu mi sorridi e dici che non è niente, che non è successo niente, di non preoccuparmi, che non fa niente. E mi aiuterai, perché tu sei tutto quello che io spesso non riesco ad essere: il sorriso e gli occhioni verdi che diradano le nuvole all'orizzonte, la positività e l'ottimismo che ogni giorno ti invidio e che solo con te accanto sono in qualche modo un po' anche miei, la voglia di cercare invece le cose belle, le cose buone per cui vale davvero la pena non farsi abbattere dai momenti di debolezza, la convinzione del momento in cui abbracciandomi mi hai detto "quando smetti di voler essere perfetta, lo sei davvero", la tranquillità del tono della voce e la spensieratezza che a volte ti rimprovero e che invece no, è una delle cose migliori che hai, cazzo!, le braccia forti e grandi in grado di cullare il mio animo in guerra e pulire via dalla polvere e dal sangue quello che resta su quel disperato campo di battaglia che sono.

Il motivo per cui non ha senso per me lasciare questa infelice ma bellissima città è la mia concezione di quello che per me è famiglia e anche se al mio briciolo di orgoglio tempestato di insicurezze luccicanti non piace quello che sto per scrivere, tu ora sei parte della mia famiglia. E non serve a niente trasferirsi in un altro posto perché io e te viviamo entrambi in un altro paese, nella nostra formidabile, sconfinata, America. E sì, è prematuro, è stupido, è irrazionale, non è per un cazzo in linea alle tempistiche ed è rischioso, ma io ti amo America, con tutta la mia parte sana e con tutta quella instabile, con i miei momenti di gioia e simpatia e con quelli di profondo sconforto, con la mia forza e le mie debolezze, con tutto quello che sono con te e senza di te. Anche se con te sono praticamente invincibile, perché sei la balaustra che si materializza quando affacciandomi rischio di cadere, e mi salva, silenziosa, senza farsi notare come se fosse sempre stata lì e rischiare di cadere fosse stata solo un'allucinazione.

mercoledì, marzo 02, 2016

Miss you


Open my eyes, see you sleeping next to me
Here in the dark, I know it was just a dream
I am alone, wishing it was Christmas eve
I can't sleep

And days never end when I am away from you
And time lingers on, I count the hours and minutes too
Two weeks are left, I wonder how I will get through
I can't sleep

Tonight I am lonely I wish you could hold me
Tell me we will be ok
I've had enough and this hurts too much
I have been gone for so long
It's hard to breath and I cannot think
You are the place I belong
I miss you, love
I miss your love

You are the one I want to share my life with
And I never knew there could be a love like this
What I would give if I could have one more kiss
Wait for me

Tonight I am lonely I wish you could hold me
Tell me we will be ok
I've had enough and this hurts too much
I have been gone for so long
It's hard to breath and I cannot think 
And you are the place I belong

And when I'm with you I feel like I could do anything at all
And when you hold me I feel like I am save and true and real and sure
And I'm always on my way to you from somewhere ‘round the world
Coming down, not long now, I'll be there soon

I've had enough and this hurts too much
I have been gone for so long
I've had enough and this hurts so much
I have been gone for so long
It's hard to breath and I cannot think
You are the place I belong
I miss you, love
I miss your love

Coby Grant

domenica, febbraio 14, 2016

Buon San Valentino, "uomo che non esiste"

Avrei voluto scriverti molte volte ed altrettante ho sognato di farlo. Mi sveglio in piena notte e controllo la nostra conversazione da tempo archiviata: non c'è niente. Tiro un sospiro di sollievo ma mi sento sempre, ancora, un sacco triste.

Vorrei scriverti che mi dispiace, mi dispiace per la promessa che ti ho fatto e che non ho mantenuto. Una promessa che forse tu nemmeno ricordi ma io sì, ultimamente quasi ogni giorno. Ti avevo promesso che niente sarebbe cambiato se non avesse funzionato tra di noi, che sarei rimasta tua amica. Ma ho mentito e la promessa se l'è portata via il vento e un po' anche la rabbia e la delusione.

Vorrei dirti che mi dispiace, che mi dispiace non averla mantenuta, che non l'ho dimenticata e che sono fortemente rammaricata di aver preso un impegno che ora non posso rispettare. Forse un giorno tornerò, chissà. E saremo amici, perché ti ho voluto bene davvero, come ne ho voluto a pochi, e la motivazione per cui sono venuta meno alle mie parole è che, nonostante i lunghi mesi passati senza averti più accanto a me o sentire anche solo il suono della tua voce, ti voglio ancora troppo bene per starti vicino senza desiderare di averti.

Spero che tu abbia smesso di leggere il mio blog, così queste parole resteranno su queste pagine che per me non sono altro che un diario che utilizzo quando sto male e ho bisogno di parlare con qualcuno senza dovermi sorbire la sua opinione in cambio, quando sento il bisogno di essere semplicemente ascoltata ma soprattutto capita.

Vorrei dirti un sacco di altre cose che non hanno più senso di esistere, cose che penso oggi ma poi non penso più domani. Vorrei dirti che ti odio, che sei fra le persone che più mi hanno ferita, giocando con i miei sentimenti e denigrando la mia persona riducendola ad un cumulo di polvere senza autostima che si è lasciata portar via dal vento, e ancora faccio fatica a trovarmi, in me stessa e negli occhi di un altro.
Vorrei dirti che sono ancora innamorata di te, ma che in realtà io non so chi sei perché tutto ciò di cui mi sono innamorata si è rivelato non essere vero, ed io sono ancora qui a sedermi su una pila di vecchi ricordi chiedendomi cos'ho fatto di male perché andasse tutto in rovina senza motivazione ma realizzando che l'unica cosa sbagliata a mia discolpa è stata darti la possibilità di entrare e distruggere tutto quello che era dentro di me.
Vorrei dirti che non ti odio, ma non è vero, e quando lo penso mi dispiace avercela ancora con te perché detesto portare rancore, è faticoso, ma è l'unica cosa che meriti: il mio disprezzo.

Vorrei dirti che nemmeno meriti che io mi senta dispiaciuta, che dopo tutto quello che mi hai fatto io non ti devo proprio niente, che spero che tu sparisca, lontano, in un angolo della mia mente e del mio cuore, il prima possibile, che non meriti niente, nemmeno queste inutili, stupide parole.

Eri completamente scomparso negli ultimi tre mesi, dai miei pensieri, dai miei gesti, e sei riapparso all'improvviso senza motivo. Non riesco più a rientrare a casa senza guardare la bici sperando di trovare qualcosa, senza immaginarti davanti alla porta ad aspettarmi. Ma la verità non è questa, la mente gioca spesso brutti scherzi ma riesco sempre a tornare nel mondo reale ricordando tutto e riuscendo ad allontanarti sempre di più, perché tutto questo che ho appena detto lo farebbe solo l'uomo innamorato di me di cui io sono ancora innamorata che, per l'appunto, è un uomo che non esiste.

mercoledì, febbraio 03, 2016

Tieni la gamba alzata e scrivi la tesi

Io, migliore amica del ghiaccio e del Lioton.
Io, che continuo a sognarti e a sperare nei miracoli.
Io, che ho ancora un sacco di voglia di chiamarti.
     (Fortunatamente non ho più il tuo numero.)

mercoledì, gennaio 06, 2016

Evoluzione da tesi magistrale a tesi di dottorato

Quando la tua tesi passa da "costruiamo un modello superfico a manina!" a "porcocazzo ci ho messo due mesi ma com'è bello!" a "ti rendi conto che tiro fuori 3milioni di dati che non posso nemmeno analizzare perché mi hanno dato un solo computer con 8 core e 64GB di RAM che mi fanno aria?!" a "ma dai, scriviamo del codice parallelo in questo linguaggio di merda che nemmeno mi ricordo come si fa buttando un'altra giornata della mia vita!" a "ma perchè cazzo non parallelizza uno stracazzo di nulla?!?" a "io non voglio fare il programmatore."

martedì, dicembre 08, 2015

Buon viaggio

Io e te, insieme fino all'ultimo momento possibile. Guardarci negli occhi e sapere di dover partire. Di nuovo. Ma stavolta qui non tornerai più. Mentre io resto ancora.
Un ultimo giro al supermercato. Le M&M's come in un drive in.
Non dirlo alla Rossa, per favore. Certo come no, gliel'hai detto? Questo allora non c'ha capito un cazzo di noi. E ridiamo alla faccia di tutti.
Perché se sono una persona migliore, almeno in questo campo in cui sono un completo disastro che è l'amore, è soprattutto merito tuo: tu che sei indispensabile senza essere il mio ragazzo, ma il mio migliore amico e la mia famiglia.
E anche se oggi ho pianto, anche se quell'abbraccio è durato minuti troppo brevi, anche se adesso farà tutto molto più schifo di quanto già non facesse, non ti sei liberato di me e mai succederà. Però sì, mi mancherai davvero troppo.
E resterà tutto com'è. Perché non saranno i chilometri a dividere i fratelli.

martedì, ottobre 27, 2015

My sun

Allunga la tua mano e parlami con sconfinato amore.
Stringimi il cuore fino a soffocarlo e rimani in silenzio,
guardami spegnere e sii impietoso nel farlo,
affinché io possa finalmente riempire questa immensa distanza.
Sii truce come la verità e insostenibile come la menzogna.
Sii bello come il sole e libero come l'aria.
Sii santo e peccatore e infine
spiegami che cazzo sta succedendo.

 
 
In the warm sun
In the arms of the devil
I’ve paid my debts
There's a promise here to settle

I feel your sorrow, I feel your pain
Behind the darkest clouds the sun always shines again
I feel your sorrow, I feel your pain
Behind the darkest clouds the sun always shines again
My sun

I want more
It’s more than you can imagine
It’s no way to leave
It’s always’s bound to happen
I’ll never get old
Not older than you
I’m a sinner, I’m a saint
I’m nothing without you

I feel your sorrow, I feel your pain
Behind the darkest clouds the sun always shines again
I feel your sorrow, I feel your pain
Behind the darkest clouds the sun always shines again
My sun

That’s the glory
Deep in my soul
Inside screaming the devil’s taking hold
Through the sound of a passing train
I hear you calling, calling out my name
Calling out my name

martedì, ottobre 13, 2015

Stay with me

 Guess it's true, I'm not good at a one-night stand
But I still need love 'cause I'm just a man
These nights never seem to go to plan
I don't want you to leave, will you hold my hand?

Oh, won't you stay with me?
'Cause you're all I need
This ain't love, it's clear to see
But darling, stay with me

Why am I so emotional?
No, it's not a good look, gain some self-control
And deep down I know this never works
But you can lay with me so it doesn't hurt

***

Per descrivere quello che sto provando adesso non servono molte parole, soprattutto quando quelle poche necessarie suonano così vere, eppure banali. Non è la musica, non è il testo, ma è tutto il suo complesso.
"Stay with me" è una canzone di Sam Smith, che io non conosco ma poco importa. Leggete il testo e ascoltate la versione di Angus & Julia Stone, Live from Spotify Berlin e ditemi se non vi si accappona un po' la pelle.

Fa ancora tutto un po' schifo senza di te perché "this ain't love, it's clear to see" ma passerà, come passano tutte le cose.

venerdì, ottobre 02, 2015

Trenta settembre

Vorrei riuscire ad indirizzare la mia vita affinché s'incammini per una strada stabile e tranquilla, indicargliela sorridendo e dirle: "seguimi, è di qui che si torna a casa", lontana dai pericoli, dalle disperazioni per cose senza importanza. Vorrei avere l'occhio clinico per poterle riconoscere le cose che ne hanno di importanza; saper discernere il sano dall'insano per potermi tutelare dall'ingiustificato dolore che spesso mi arreco. Vorrei non dover più celebrare altre sbagliate investiture a cavaliere, ricoprendo le persone sbagliate di amore e aspettative più grandi di me, aspettative necessarie a soddisfare una necessità di complicità e sintonia che va oltre i confini dell'umana immaginazione.

"Scrivi con parole ricercate", mi è stato riferito.
"Non hai letto abbastanza nella tua vita", avrei voluto risponderle.

***

Investiamo tante energie nel trentuno dicembre. Tu sei il mio trentuno dicembre.
Capodanno, anno nuovo vita nuova e poi non è un cazzo vero. Mentiamo a noi stessi sapendo di mentirci e lo facciamo ogni anno, ogni santo anno. E così ogni trentuno dicembre tentiamo di scaricare oltre la mezzanotte le insoddisfazioni accumulate nell'anno precedente; ogni trentuno dicembre diciamo a noi stessi "quest'anno vedrai, sarà un anno meraviglioso, andrà tutto bene" e poi non è un cazzo vero. Non è un cazzo vero niente ma ogni anno continuiamo a ripeterci "andrà tutto bene, vedrai". Andrà tutto bene.
Cerchiamo di concretizzare la speranza cantilenando queste tre parole a tutti gli altri intorno a noi: se siamo in grado di pronunciare qualcosa allora essa deve per forza esistere da qualche parte, essere vera e reale. Il problema è che non possiamo tirar fuori il sangue dai sassi e non possiamo realizzare qualcosa in cui noi nemmeno ci crediamo più: le nostre azioni ci tradiscono svelando l'inganno nelle sue precarie fondamenta. Non andrà tutto bene e lo sappiamo.
E' come sentirsi innamorati o dire di esserlo, per poi non essere in grado di dimostrarlo con qualcosa di duraturo e concreto, di materializzarlo imprimendolo nella realtà attuale delle cose, in quello che a me piace chiamare "attuale presente", qualcosa di tangibile che si possa afferrare sotto i polpastrelli, che si possa ricordare in imperitura memoria con la consapevolezza che magari restiamo pur sempre dei pazzi squilibrati ma no, questo non ce lo siamo inventato, è successo davvero, cristo.

Investiamo troppe energie nel trentuno dicembre. Anno nuovo vita nuova.
Arriva il primo gennaio, la mezzanotte e ci guardiamo intorno e tutto è come prima ma non importa, richiudiamo gli occhi perché al prossimo battito di ciglia il cambiamento avverrà.
E' un po' come innamorarsi della persona sbagliata. Ecco, le persone di cui mi innamoro follemente sono il mio trentuno dicembre e io ho la sindrome di capodanno: arriva il due gennaio, e poi arriva febbraio, e tutto fa schifo esattamente come i giorni passati ad illudermi che una data possa cambiare la mia sorte. Il problema e la soluzione sono entrambe dentro di me.
Siamo vittime di noi stessi, galene in piena tempesta con un ammutinamento in corso. Siamo un po' come Dylan Dog, vittime degli eventi. E io sono qui, vittima di me stessa ma al contempo una roccia e un valido capitano; e la mia caravella viaggia in acque limpide su rotte che io ho scelto e tracciato per me stessa ma a volte è vero, mi distraggo un po' e non guardo la bussola, incontro i pirati ma vinco la battaglia, lottando fino allo stremo per impedir loro di rubarmi ciò che è mio, perchè "finché avrò le forze non lascerò che entrino i ladri a rubarmi l’amore".

Sbagliamo la tempistica, la modalità d'azione e l'oggetto delle nostre adulazioni e poi ci lamentiamo che non funziona niente intorno a noi. Dovremmo smettere di stare dietro al trentuno dicembre e iniziare a rivalutare il trenta settembre: è lui la vera star, il re del cambiamento. Dopo di lui c'è il primo ottobre ed è tutto diverso; poi arriva il due che inizia ad imprimere forma e struttura ai nuovi eventi in corso, dimostrando con i fatti che le cose sono giorno dopo giorno diverse da ieri. Ottobre è il movimento, molte cose sono nuove e molte cose vecchie ci hanno lasciato dietro quella porta che si è chiusa con il concludersi di settembre.
Questo è il capodanno che porterà con sè tutti i cambiamenti tanto attesi ma nonostante ciò noi non saremo comunque contenti: avverrà tutto in modo improvviso e radicale, lasciandoci senza diritto di scelta; avverrà in modo non programmato, non richiesto e quindi non gradito, ma avverrà seguendo la rotta che gli stiamo imprimendo.

Adesso mi siedo e mi godo ottobre. Le lacrime e le delusioni del momento le sta portando via questo forte vento a cui voglio suggerire, sussurandoglielo in una foglia arancione e secca appena caduta, la traiettoria da imporre ai pensieri negativi affinché essi raggiungano nel minor tempo possibile il punto a me più distante. Tante cose sono cambiate, tante cose stanno cambiando.
Io sono il mio trenta settembre, il mio nuovo capodanno.

sabato, settembre 26, 2015

Abbi cura di te

"Abbi cura di te" è un album onesto e già solo per questo vale la pena ascoltarlo. Non sono molte le cose che a questo mondo appaiono nitide e limpide nella loro semplicità, così come poche sono le persone che hanno il coraggio di dire quello che pensano.

Alberto Bianco e Claudia Lagona sono un binomio perfetto, una garanzia di emozioni forti e vere. Sono il sorriso e la voglia di fare quello che si ama con il massimo dell'entusiasmo: loro sono l'amore per la musica e il sudore della gavetta.

"Abbi cura di te" è un album a cui tengo moltissimo perché è dell'altra metà di te e parla di me come nemmeno io spesso riesco a fare. Alla lettura dei miei scritti ho dato al mondo esterno, che non mi conosce affatto, l'impressione di essere una persona mentalmente instabile, ma non starò qui a difendermi di cose di cui non ho colpa.

"Abbi cura di te" è quello che ti auguro dal profondo del mio cuore, affinché tu possa imparare la semplicità del vivere la vita esattamente com'è, esattamente come quest'album racconta e che non mi stanco mai di ascoltare.
"Abbi cura di te" è il mio pensiero ogni volta che ti vedo triste, abbattuto o demotivato e pronto alla resa; ogni volta che perdi l'occasione di sorridere; ogni volta che ti penso quando non posso più vederti sapendo che purtroppo niente è cambiato e l'immobilità un giorno ti stroncherà anche la voce.
"Abbi cura di te" è un filantropico gesto d'amore, qualunque cosa ciò significhi.


Ovunque andrai abbi cura di te, cura dei tuoi guai.
Io ti ricorderò tra i miei desideri e i sogni che
la notte porta e il giorno non cancella mai.
Un giorno poi abbi cura di me, cura di noi,
per ogni passo che ho fatto per venire fino a te,
per quelli che farei, per quelli che farò,
per non stancarmi mai, mai.

E chiamami amore, senza tremare.
Saremo anche banali
ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
ma che cosa vale vivere tra le paure
senza avere mai il coraggio di rischiare?
Amore...

Difenditi!
Il vento soffia, sposta il tempo, il tempo soffierà su te.
Per ogni volta che abbasserai lo sguardo
senza più chiedere perché, chiedere di me:
tu non scordarti mai, mai, mai, mai.

E chiamami amore, senza tremare.
Saremo anche banali
ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
ma che cosa vale vivere tra le paure
senza avere mai il coraggio di rischiare?
Amore...

Segui la parte sinistra, il battito lento, l'istinto che sia.
Segui le orme dorate, i cieli d'argento, non perderti via.

mercoledì, settembre 09, 2015

Prezioso Materiale Mnemonico

Quello che segue è un estratto di un file che si chiama "PreziosoMaterialeMnemonico" e l'ultima volta che è stato modificato era Sabato, 4 ottobre 2014; eri sempre e solo tu che lo aggiornavi.
E' una raccolta di pensieri da non lasciar dissolvere, appunti di futuri racconti che avresti voluto scrivere o fantasie sessuali che volevi al più presto mettere in pratica. L'ho trovato sommerso sotto il resto della mia vita che è crollata ormai un anno fa.
Non mi manchi, ma era davvero molto bello quello che avevamo. Era travolgente, era devastante, era singolare. Siamo stati incredibili assieme.
Leggere tutte le cose che scrivevamo l'uno per l'altra è sempre ancora tremendamente potente, anche a distanza di anni. Tu mi adoravi, letteralmente, e questo era tutto quello di cui avevo bisogno.

*** 10 Aprile ***
Il futuro: un giorno, tu arriverai a fare concorrenza ad Ammaniti ed io ai poeti morti nel 1768, continuando a procedere in direzioni opposte nel tempo, un passo alla volta.

Le capacità di convincimento e di management: dovresti darti al mondo pubblicitario, riusciresti a convincere chiunque che Cristo è morto su un chiodo, o, ancora meglio, che è caduto dalle scale.

*** 18 Maggio ***
Riguardo "elianto", mi hai detto: "quel libro ti sta proprio addosso. Ti ho immaginato ricoperto di pagine, incollate alla bell'e meglio, con tanto di chiazze di sputo."

Si parlava di quale professione calzi meglio, su di te. Proponevi "la psicologa",
e ti ho detto: "penso sia appropriato. Immagino già la scena, tu che sostieni - eh sì, dev'essere per questa ragione, chiaramente - e il paziente che replica - beh, in realtà no... - allora sarà per forza per quest'altra motivazione - no, neppure... - oh, allora ci sono, è per questo! - e al terzo segno di diniego, tu che salti addosso al paziente e lo strangoli, poi lo fai a pezzi e getti i suoi brandelli giù dall'alta finestra del tuo studio.
Con la polizia ti giustifichi: NON DEVONO ABUSARE DEL MIO TEMPO!" 

*** 22 Maggio ***
Quando 900 anni avrai, bello non sembrerai! - Yoda

Sostenevi saresti diventata una vecchietta bisbetica e intollerante.
Immaginavamo questa scena, dove ti rivolgevi a dei bambini con epiteti poco affettuosi, li disperdevi a forza di urlacci e gioivi della tua bravata con un risatina diabolica.
Poco plausibile, penso sarai una vecchietta dolcissima col tempo che rafforzerà la potenza espressiva dei tuoi occhi. 

*** 23 Maggio ***
C'era uno stage di preparazione delle Olimpiadi, e ai ragazzi spettava la colazione. Mi hai chiesto scherzosamente di saccheggiare le loro dispense e portarti la colazione a casa, mentre ancora dormivi.
Un punto dolce e indimenticabile, come te, è che l'ho fatto davvero. 

*** 30 Maggio ***
È stata una splendida giornata. Abbiamo arricchito il diario con la trascrizione degli sms conservati, sono passato a wind e abbiamo concordato il finale del nostro progetto a 4 mani: lui si dichiarerà felice, pronto a morire, quindi lei lo fredderà con un colpo di pistola - "e ora?"
I discorsi sulle mie future (imminenti) occupazioni e su quanto potrei piacere a tua madre mi hanno riempito di un senso d'orgoglio, e di speranza, che non sperimentavo da tanto. Sì, ti adoro, ti adoro, ti adoro: tre volte. 

*** Altri estratti censurati ***

*** 6 Agosto ***
Affluiscono altre briciole, altri luminosi istanti. Il potere della musica, noi due a tavola, le lunghe chiacchierate dove siamo completamente a nudo, l'uno di fronte all'altra. Le risate, gli sfottò, il sostegno reciproco.
Vedere la nostra sintonia rafforzarsi è come riuscire a immortalare la crescita di un albero, rigoglioso. Ogni volta che ti allontani le tue parole mi regalano un tuffo al cuore. Pensarti al mio fianco tra uno, poi dieci, poi cento anni, è la gioia più grande. Passione, forza d'animo, dedizione. Dio, quanto ti amo.
Mi piacerebbe riuscire a riportare su carta le sensazioni delle ultime ore da sogno trascorse con te, per preservarle dallo sfiorire della memoria.
Le giornate trascorse a giocare a carte: tressette, scopone, calabresella. Noi che ci diamo il cinque per le vittorie più riuscite - "bravo", "sei astuta, rossa". Le 4 ragioni, le 6 ragioni. Le lacrime sul musical. Quel file di testo nascosto tra le immagini, "Pitagoric". I New Order - "... and I never met anyone just like you before ..." - e già mi manca la tua lamentela "che lagna". Il pane ai cereali con sesamo, la granita al cioccolato con panna, le nostre bocche, lingue, labbra. I sorrisi che mi stampi addosso.
Sei brava ad insegnare, dovresti farlo di mestiere.
Fammi fare l'uomo, che adoro alleviarti d'ogni peso - imparerò anche a "fare il nazista".
In questo momento ho a disposizione più del triplo del tempo che occorse a Dio per animare il suo sogno. Posso farcela. Siamo dialettici, e viviamo in un cartone animato, no?

*** Il resto è storia, la nostra ***

domenica, settembre 06, 2015

Sono riuscita a sedermi alla scrivania


Oggi ho trovato il coraggio di riprendere in mano il mio tempo e i miei sentimenti. La vita è davvero troppo difficile da affrontare a settembre.

Soffro di ansia da prestazione. Voglio essere felice, ma per essere felice mi devo porre in modo positivo verso la mia sconclusionata esistenza sin dalle prime ore del mattino: devo essere socievole, sorridente e simpatica. Fatto. Mi sta riuscendo benissimo, ieri ero una bomba e ho anche fatto colpo su un tipo appena conosciuto che trovo anche discreto. Meraviglioso! Il mondo è ai miei piedi! Sono stranamente piena di autostima! Sono bella, intelligente, sagace, sexy. Ora però posso tornare a letto?

Vorrei solo crogiolarmi nell'attesa di una comparsata che non avverrà mai - una telefonata, un cambiamento, un segnale, un'improvvisata, una cavalleresca apparizione, una romantica dichiarazione, un'istintiva e sicura azione - ma così facendo vado contro il mio bisogno di essere serena, tranquilla e felice. Ma cazzo, davvero sto ancora aspettando che accada l'impossibile? Ah, com'è complicato riuscire a saziare il proprio bisogno di disperazione riuscendo a farlo coesistere con l'irreprensibile bisogno di positività. Datti pace, dolcezza, che c'è un sacco di roba da fare e ci servi carica!

Sto lottando fra la gestione di tanti progetti in cantiere e un'immensa voglia di rimanere a letto con la testa sotto il cuscino: un vecchio lavoro, il delirio della tesi, la ricerca di una nuova coinquilina, l'inappetenza, l'insonnia, il mio settembre senza alcool, le nuove amicizie, l'attesa di un nuovo tatuaggio e la tua assenza, che continua ad essere un'impenetrabile, imperscrutabile e ancora attuale problema.

Manchi come il primo giorno e se anche per te è lo stesso, che senso ha tutto questo? Ma no, mi sto sicuramente sbagliando, su tutto.